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Risorse gratuite per Tattoo e Piercing

Indigena TattooIl Tattoo Studio


Per quello che riguarda l'apertura di un nuovo Tattoo e Piercing Studio esiste in Italia una Circolare Ministeriale del 05.02.1998 n. 2.9/156 del Ministero della Sanità, da cui prendono vita le varie Leggi Regionali. Queste L.R. Differiscono una d'altra fondamentalmente dalla richiesta o meno di seguire un corso dell'Azienda Sanitaria Locale per quello che concerne principalmente l'igiene, la cute, le varie patologie, etc.
Per quello che concerne le linee guida sulle caratteristiche tecniche del locale, le varie leggi regionali si rifanno in gran parte alla Circolare. Si consiglia in ogni caso di consultare l'Azienda Sanitaria Locale di competenza, anche prima di firmare un semplice contratto di locazione.

In linea generale questi sono le principali prescrizioni:

1. Una specificata autorizzazione dell’Azienda Sanitaria Locale competente per il territorio che attesti l’esistenza degli standard igienici
2. Una netta separazione tra gli spazi di lavoro, le sale d’attesa, il locale dedicato alla pulizia e alla sterilizzazione
3. Una zona dedicata alla sterilizzazione dotata di lavello in acciaio inox con acqua calda e fredda azionabile a pedale, gomito, ginocchio o fotocellula.
4. Pareti rivestite impermeabili e lavabili per almeno un 1.80 metri di altezza nella zona sporca, nel bagno e nello Studio (ovvero dove si pratica)
5. Operatori che eseguono ogni operazione con guanti monouso e con tutti i dispositivi di protezione individuale prescritti.
6. Valutazione preliminare dello stato della cute prima dell’operazione
7. Il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi divisi tra materiali monouso e taglienti.
8. Protocolli di sterilizzazione ad alto livello da seguire in modo scrupoloso.

Per quello che riguarda le caratteristiche dei locali un buon esempio è il DGR 465/2007 dell'Emilia-Romagna che prescrive una serie di specifiche e requisiti che possiamo così riassumere:

Caratteristiche dei locali:
1. superficie minima di venti metri quadrati per un massimo di due operatori
2. Sei metri quadrati in più per ogni lavoratore aggiuntivo
3. superficie minima di dodici metri quadrati se l'attività viene svolta presso un altro esercizio
4. Locali divisi in:
sala d'attesa
laboratorio
sterilizzazione
5. il laboratorio deve avere una superficie minima di dodici metri quadrati nel quale deve essere presente un locale separato di quattro metri quadrati per la sterilizzazione
6. la sterilizzazione deve essere dotata di lavello a pedale o ginocchio o gomito o
fotocellula con acqua corrente calda e fredda, distributore di prodotto antisettico per il lavaggio delle mani e distributore di carta a perdere
7. se il locale adibito a sterilizzazione risulta a parte dovrà avere una superficie minima di quattro metri quadrati; in tal caso il laboratorio potrà essere dei otto metri quadrati
8. altri locali dedicati all'esercizio di tatuaggio o piercing dovranno essere divisi in box di almeno sei metri quadrati, con altezza massima di 2,20 metri e con pareti lavabili
9. tutte le attrezzature deve essere di materiale non permeabile e facilmente lavabile e disinfettabile
10.Le pareti devono essere verniciate o rivestite in modo da risultare lavabili e non
permeabili fino a 2,00 metri
11. le separazione verticali non dovranno essere più alte di 2,20 metri
12. i pavimenti devono essere di materiale compatto e privo di fessure in modo tale da permettere la perfetta igiene
13. deve essere presente un bagno dotato di antibagno dotato di lavabo, asciugamani monouso e distributore di sapone liquido
14. se gli addetti sono uguali o superiori a cinque unità occorre prevede un altro servizio igienico ed uno spogliatoio per gli addetti
15. se gli addetti sono inferiori a cinque è possibile utilizzare l'antibagno come spogliatoio
16. I servizi igienici e lo spogliatoio, qualora non aerati naturalmente, dovranno essere dotati di impianto di aerazione forzata
17. occorre prevedere un locale per la conservazione del materiale necessario per l'attività con separazione pulito/sporco
18. occorre prevedere un armadio per materiali ed attrezzature
19. occorre prevedere un armadietto di pronto soccorso contenente il materiale di prima medicazione
20. occorre prevedere almeno un estintore
21. gli impianti devono essere certificati
22. è necessario produrre un elenco delle attrezzature utilizzate con le specifiche tecniche a firma del dichiarante, tenere a disposizione le certificazioni di conformità e i manuali d’uso delle apparecchiature, seguire le indicazioni del produttore relative alla manutenzione e revisione periodiche dell’autoclave

Per la denuncia di Inizio attività occorre:
1. Planimetria quotata in triplice copia dei locali (scala non inferiore a 1:100), firmata da un tecnico abilitato, contenente indicazione delle altezze, delle superfici dei singoli locali, il loro indice di illuminoventilazione, la destinazione d’uso e il layout dell’arredo e delle attrezzature
2. Relazione tecnico-descrittiva a firma del dichiarante sui locali, le specifiche attività svolte e compilazione delle schede di conduzione dell’attività specifiche (igiene del personale, pulizia e disinfezione dei locali, sanificazione della strumentazione, etc.)
3. Elenco delle attrezzature (che evidenzi la funzione delle stesse) a firma del dichiarante
4. In relazione alla superficie dei locali, indicazione del numero massimo degli addetti previsti;
5. Certificazioni degli impianti presenti ai sensi della l. 46/1990.

Ai fini delle verifiche igienico-sanitarie in vigilanza:
1. Certificazioni di conformità e manuali d’uso delle apparecchiature
2. Certificazioni della ditta produttrice sulla atossicità e sterilita’ dei pigmenti/inchiostri utilizzati e di tutte le sostanze in cui sono tenuti in
sospensione
3. Elenco e specifiche dei materiali usati per il piercing (materiali adatti quali niobio, titanio, platino, materie plastiche , nylon , acrilico, lucite)
4. Contratto con ditta abilitata allo smaltimento dei rifiuti speciali
5. Procedura per gli incidenti occupazionali a rischio biologico
6. Istruzioni operative relative alle varie fasi del processo di sterilizzazione e di stoccaggio

Lo smaltimento dei Rifiuti
Abbiamo visto che uno Studio Tattoo autorizzato non può prescindere da una corretta gestione dei rifiuti speciali che vengono prodotti nello stesso.
In effetti durante il lavoro di tatuaggio e piercing si vengono a produrre rifiuti contaminati e potenzialmente infetti che si divideranno tra taglienti (gli aghi) e i vari monouso (pellicole di copertura, carta, guanti, etc.).
Una corretta gestione innanzitutto necessita la stipula di un contratto con una ditta autorizzata alla smaltimento di rifiuti speciali, la corretta divisione del rifiuto tra taglienti e monouso e la registrazione dello stesso in appositi moduli. I bidoni verranno smaltiti da ditte autorizzate e specializzate nel settore secondo tempistiche stabilite a priori dai contratti sottoscritti.
Abbiamo detto che una corretta gestione significa anche mantenere un registro di tali rifiuti. Tale registro è il MUD, ovvero il Registro di Carico e Scarico dei Rifiuti speciali. Il MUD deve essere vidimato dalla Camera di Commercio e va compilato secondo la tempistica indicata dalla normativa regionale dichiarando quanto materiale è stato gettato negli appositi bidoni nel determinato periodo.
Nel momento in cui vengono poi consegnati tali bidoni alla ditta che si occupa dello smaltimento, nel MUD si andrà ad indicare uno scarico che cumula i carichi precedenti.

Normalmente lo Studio deve:
1. classificare i rifiuti prodotti;
2. affidare il servizio di trasporto e smaltimento/recupero a ditte autorizzate
3. detenere copia dell’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali (il Trasportatore), validità 5 anni;
4. detenere copia dell’autorizzazione dell’impianto smaltitore (inceneritore), validità 10 anni rilasciata da Regione o Provincia (in Emilia-Romagna);
5. detenere copia della convenzione tra Trasportatore e smaltitore;
6. compilare e tenere la documentazione ambientale:
7. detenere copia del contratto con la ditta che trasporta;
8. detenere e compilare il registro di carico e scarico; Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD).

Ogni rifiuto monouso tagliente, pungente, tamponante o simile (aghi, rasoi, lamette, cotone, garze, cerotti, ecc) e che sia venuto a contatto con il derma e/o con il sangue è classificato pericoloso a rischio infettivo.
Tali rifiuti sono considerarti non pericolosi solo quando inutilizzati. Ciò implica oneri pratici (stoccaggio e smaltimento) e documentali (formulario,
dichiarazione MUD).

La gestione dei taglienti inizia con la scelta del contenitore idoneo rispetto alla lunghezza dei presidi.
Il materiale va inserito nel contenitore senza comprimerlo e senza manipolarlo,gli aghi non vanno mai nuovamente incappuciati e il contenitore va riempito senza superare i ¾ del volume.
Al termine dell’attività lavorativa, va utilizzata la chiusura temporanea del contenitore, allo scopo di ridurre il rischio di fuoriuscita del materiale in caso di rovesciamento del contenitore.
Prima della chiusura definitiva, è necessario accertarsi che non vi siano materiali pungenti o taglienti che fuoriescano. Al riempimento (max ¾ del volume) del contenitore bloccare la chiusura definitiva e riporlo all’interno dei contenitori per i rifiuti a rischio infettivo.

La gestione dei contenitori
Nell’utilizzo dei contenitori è necessario indossare guanti monouso. Prima dell’uso scrivere sull’etichetta del contenitore indirizzo e nome del titolare dell’esercizio. Gli oggetti non vanno mai forzati nel momento dell'inserimento e non vanno mai introdotte le mani. Una volta chiuso il contenitore, è necessario lavarsi le mani.
Scrivere la data di chiusura con il pennarello indelebile e lavarsi nuovamente le mani. Gli imballaggi devono avere caratteristiche adeguate per resistere agli urti e alle sollecitazioni provocate durante la loro movimentazione e trasporto e devono essere
realizzati in un colore idoneo a distinguerli dagli imballaggi utilizzati per il conferimento degli altri rifiuti.
Il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo deve essere effettuato in condizioni tali da non causare alterazioni che comportino rischi per la salute e può avere durata massima di cinque giorni dal momento della chiusura del contenitore.
È fatto obbligo di tenere un registro di carico e scarico debitamente bollato dal competente ufficio del registro.
Tale registro va compilato entro cinque giorni dalla chiusura del contenitore le quantità rifiuti in deposito (carico).
Va registrato entro cinque giorni dall’avvenuto smaltimento, la quantità di rifiuti smaltiti ed il numero/data del formulario quando viene conferito (scarico). Ogni anno entro il 30 aprile va compilata dichiarazione MUD relativa ai suddetti rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.

Precauzioni standard e Protocollo di lavoro
Durante la pratica di tatuaggio e piercing si andrà a seguire sempre un protocollo di lavoro. Il protocollo è un documento molto importante nella gestione di uno studio Tattoo. Tale Protocollo può essere addirittura richiesto esplicitamente dall'Azienda Sanitaria Locale tra la documentazione necessaria per l'autorizzazione per l'apertura del locale. Spesso può essere visto come una semplice pratica burocratica mentre in realtà è un
ottimo documento se scritto con le finalità per le quali viene richiesto.
Il protocollo è la verbalizzazione delle azioni che si vengono ad espletare in uno studio di tattoo e piercing a prescindere dalla tipologia del lavoro che si andrà ad eseguire. È una sorta di lista di pratiche standard che eseguiremo con la finalità ti tenere un ottimo standard di igiene e sicurezza sia a tutela del cliente finale che dell'operatore.
In effetti nella pratica di tatuaggio e piercing vanno sempre adottate opportune precauzioni, tra cui risultano più evidenti i vari dispositivi di protezione individuale (DPI).
Tali norme precauzionali standard devono essere sempre rigorosamente garantite onde evitare rischi per clienti e operatori nei riguardi di trasmissione di malattie infettive, a maggior ragione se il cliente riferisce sieropositività per HIV, HBV o HCV.
Si tenga conto anche che è preferibile non eseguire i trattamenti in corso di gravidanza.

Protocollo di lavoro
Indicazioni generali
Le indicazioni inserite nel seguente manuale devono essere rigidamente osservate dal personale interno.
Ogni operazione va eseguita nel locale ad essa destinata.
La massima attenzione deve essere posta nella manipolazione di apparecchiature e strumentario utilizzabili nell’esercizio dell’attività, soprattutto per quelli che possono diventare pericolosi nel caso di manovre errate.
Dopo l’utilizzo i materiali monouso debbono essere eliminati correttamente in accordo con le normative vigenti sullo smaltimento rifiuti per ridurre il rischio di esposizioni accidentali.
I protocolli di disinfezione devono essere eseguiti scrupolosamente.
Tenendo conto che numerose operazioni vietano di indossare bracciali, anelli, orologi, è preferibile evitarne completamente l’uso durante le ore di lavoro. Tenere le mani e le unghie il più possibile curate, corte, pulite, limate e prive di smalto.
Utilizzare sempre e solo aghi monouso, pigmenti atossici e certificati, contenitori di pigmenti di piccole dimensioni e monouso eliminati dopo l’uso su ogni singolo soggetto anche se il contenuto non è esaurito, gioielleria da piercing in acciaio chirurgico o in apposito materiale.
Utilizzare per la pulizia, igienizzazione, sterilizzazione solo i prodotti autorizzati dall’azienda sanitaria locale o nazionale secondo la scheda tecnica del produttore facendo particolare attenzione alle dosi, al modo d’uso ed ai tempi di applicazione.

Procedura per le operazioni di tatuaggio artistico, micropigmentazione semi permanente, piercing Accertarsi innanzitutto della totale igiene del box studio quindi attenersi scrupolosamente al seguente protocollo:
1. Lavare le mani secondo il protocollo al capitolo 3.
2. Indossare i guanti monouso in lattice
3. Preparare il tavolo di lavoro: il ripiano deve essere pulito prima di operare con apposito sterilizzatore chimico.
L’attrezzatura (puntali, grippi, tubi, gioielleria da piercing, etc.) deve essere tutta già sterilizzata in autoclave, imbustata in maniera opportuna e posizionata su un asciugamano o su un panno monouso.
L’attrezzatura monouso, in special modo gli aghi devono essere aperti appena prima dell’inizio del lavoro.
Tutte le parti dello strumentario come le macchine da tatuaggio, il clip cord, l’alimentatore, la lampada, gli spray, i colori, etc., che possono venire a contatto con il sangue o i liquidi biologici del cliente anche tramite i guanti dell’operatore (contaminazione incrociata) devono essere opportunamente ricoperte.
Dopo aver posizionato l’attrezzatura, i guanti devono essere cambiati.
4. Informare il cliente di ciò che si andrà ad eseguire.
5. Far firmare al cliente l’autorizzazione ad operare nella quale dichiara inoltre di aver eseguito la prova di tollerabilità dei colori.
6. Indossare il camice monouso, mascherina, occhiali e un nuovo paio di guanti in lattice sterili e monouso.
7. Preparare la cute del cliente secondo il protocollo al capitolo 4 dopo aver verificato che non vi sono lesioni o patologie evidenti. Non tatuare o bucare i nei.
8. Preparare la dose necessaria di colore nei tappi usa e getta. Utilizzare la vaselina solo tramite abbassalingua usa e getta monouso.
9. Eseguire il tatuaggio, la micropigmentazione o il piercing a regola d’arte e con buon senso.
10. Terminate le operazioni gettare il materiale monouso negli appositi bidoni; gli aghi devono essere gettati nell’apposito bidone chiuso recante l’indicazione “rifiuto a rischio infettivo”. Non incappucciare nuovamente né tentare di rompere o piegare gli aghi.
11. Congedare il cliente.
12. I tamponi di garza ed il cotone idrofilo o qualsiasi altro mezzo (carta monouso) utilizzato per asciugare il sangue fuoriuscito o per esercitare
pressione sulla sede della procedura, debbono essere eliminati secondo le seguenti modalità: la biancheria, i tamponi ed altri mezzi eventualmente sporchi o contaminati da altri liquidi biologici debbono essere posti in sacchi impermeabili da utilizzare anche per il trasporto.

Asepsi dell’ambiente di lavoro (Capitolo 2)
Procedura per la sterilizzazione dell’ambiente di lavoro
Il box studio nel quale vengono eseguite le operazioni deve essere sempre pulito prima e dopo ogni lavoro seguendo le seguenti procedure:
- Indossare i guanti monouso.
- Sterilizzare il tavolo, la poltrona (o lettino o sgabello), i muri fino all’altezza di 1.80 metri, il pavimento con detergenti specifici secondo le dosi, modalità e tempi di utilizzo descritti nella scheda tecnica della ditta produttrice tramite panni monouso.
Evitare spugne o panni riutilizzabili.
- Il sangue in quantità visibile deve essere rimosso e successivamente l’area deve essere decontaminata con germicidi chimici specifici secondo le dosi, modalità e tempi di utilizzo descritti nella scheda tecnica della ditta produttrice.
Quando si verifica uno spargimento consistente, l’area contaminata deve essere cosparsa da un germicida solido (diclorosocianurato in polvere o granuli) o liquido (composto di cloro) prima della pulizia e, successivamente, decontaminata con germicida chimico specifico secondo le dosi, modalità e tempi di utilizzo descritti nella scheda tecnica della ditta produttrice.
Giornalmente pulire e sterilizzare la “zona sporca” con particolare attenzione al lavello, i muri, il pavimento.
Pulire ed igienizzare quotidianamente la sala d’attesa, il magazzino ed il bagno delpersonale.
Settimanalmente pulire a fondo ed igienizzare tutti i locali.

Pulizia e protezione delle mani (Capitolo 3)
Procedura per il lavaggio antisettico delle mani
Le indicazioni che seguono sono finalizzate alla protezione dell'operatore e del cliente.
È obbligatorio lavarsi le mani:
1. In caso di contatto accidentale con liquidi biologici
2. Dopo essersi tolti i guanti
3. Prima e dopo aver mangiato
4. Prima e dopo ogni operazione di tatuaggio, micropigmentazione, piercing.
5. Dopo la sterilizzazione delle attrezzature.
Corretta procedura di lavaggio
Togliere bracciali, anelli, orologio. Eventuali abrasioni o ferite presenti sulle mani vanno sempre curate e protette.
Inumidire con acqua tiepida mani e polsi e versare l’antisettico.
Insaponare la mani accuratamente (dita, palme, dorso, polsi, unghie, avambraccia, gomiti) esercitando uno sfregamento completo per almeno tre minuti.
Sciacquare con acqua corrente.
asciugare mani ed avambracci con carta monouso iniziando per ogni singolo dito, quindi la restante mano, e da ultimo, l’avambraccio sino alla piega del gomito con movimento circolare.

L'uso di saponi ed in particolare di antisettici può provocare dermatiti. Per prevenire problemi irritativi, secchezza, screpolature:
Usare quantità appropriate di saponi e antisettici
Aver cura di sciacquare completamente le mani dopo sapone o antisettico
Alternare gli antisettici disponibili
A fine giornata lavorativa usare creme protettive (emollienti)

Pulizia della cute del cliente (Capitolo 4)
Le indicazioni che seguono vanno scrupolosamente seguite.
Nel caso in cui si vada ad eseguire una tatuaggio, con le mani lavate come da protocollo al capitolo 3 e con i guanti in lattice monouso nuovi addosso, fare quanto segue:
1. Verificare la cute del cliente. È necessario che la cute non presenti anomalie o patologie evidenti. Non lavorare sui nei, macchie, cute lesa o rovinata. In casi dubbi non operare e rimandare al parere di un medico.
2. Eseguire una tricotomia (eliminazione dei peli) tramite un rasoio usa e getta. La tricotomia va sempre eseguita anche in caso di clienti femminili o in zona apparentemente poco pelose.
3. Frizionare l'area eseguendo movimenti circolari dall'interno verso l'esterno con un batuffolo di cotone monouso intriso di apposito prodotto (per es. Clorexina alcolica 0.5). Ripetere l’operazione più volte per almeno 3-4 minuti cambiando il cotone.
Nel caso in cui si vada ad eseguire un piercing al capezzolo, al sopracciglio, all’ombelico, all’orecchio, con le mani lavate come da protocollo al capitolo 3 e con i guanti in lattice monouso sterili addosso, fare quanto segue:
1. Verificare la cute del cliente. È necessario che la cute non presenti anomalie o patologie evidenti. Non lavorare sui nei, macchie, cute lesa o rovinata. In casi dubbi non operare e rimandare al parere di un medico.
2. Frizionare l'area eseguendo movimenti circolari dall'interno verso l'esterno con un batuffolo di cotone monouso intriso di apposito prodotto (per es. Clorexina alcolica 0.5). Ripetere l’operazioni più volte per almeno 3/4 minuti cambiando il cotone.
Nel caso in cui si vada ad eseguire un piercing al naso, al labbro, alla lingua, con le mani lavate come da protocollo al capitolo 3 e con i guanti in lattice monouso nuovi addosso, fare quanto segue:
· Verificare la cute del cliente. È necessario che la cute non presenti anomalie o patologie evidenti. Non lavorare sui nei, macchie, cute lesa o rovinata. In casi dubbi non operare e rimandare al parere di un medico.
· Per il naso: prima di iniziare, far soffiare il naso al cliente e quindi pulire l’interno con sapone verde o apposito prodotto. Pulire poi l’esterno nella stessa maniera descritta per gli altri piercing.
· Per il labbro: prima di iniziare il cliente si deve lavare i denti e poi sciacquarli con una soluzione idonea per due volte di trenta secondi l’una, facendo attenzione a non ingoiarlo. La soluzione va tenuta il più possibile tra labbra e gengiva. La bocca non va risciacquata con acqua dopo questa operazione.
Pulire poi come sopra la zona esterna delle labbra.
· Per la lingua: prima di effettuare il piercing il cliente è tenuto a lavare i denti e poi sciacquare la bocca con una soluzione idonea per due volte di trenta secondi l’una, facendo attenzione a non ingoiarlo. La bocca non va risciacquata con acqua dopo questa operazione.

Sterilizzazione della strumentazione (Capitolo 5)
Per quello che concerne la sterilizzazione considerare sempre il lavaggio a priori dell’attrezzatura, la sterilizzazione vera e propria, il mantenimento della sterilità. Tale procedura si applica solo alla strumentazione non usa e getta.
Procedere come segue:
1. Introdurre per 30 minuti in soluzione detergente e disinfettante.
2. Lavare accuratamente sotto acqua corrente calda tutta l’attrezzatura al fine di rimuovere le tracce di colore o liquido biologico più evidenti. A tale scopo risulta utile l’utilizzo di strumenti quali spazzolini metallici e spazzole varie.
3. Mettere l’attrezzatura nella lavatrice ad ultrasuoni; seguire le tempistiche prescritte dalla casa costruttrice.
4. Asciugare lo strumentario.
5. Sterilizzare l’attrezzatura tramite autoclave secondo le norme prescritte dalla casa costruttrice dopo aver chiuso gli strumenti in buste autosigillanti.
6. Si raccomanda di utilizzare nastri indicatori o spore che indichino l’avvenuta sterilizzazione.
7. Le buste autosigillanti mantengono la sterilità per un mese o secondo quanto indicato dalla scheda tecnica del produttore.
Per la sterilizzazione, pur essendo possibile usare varie metodologie, preferire sempre il seguente ordine:
sterilizzazione in autoclave
se non è possibile autoclavare, usare lo sterilizzatore a caldo
se entrambe le modalità precedenti non sono utilizzabili, procedere con la sterilizzazione chimica.

Prodotti
Indicazioni generali su alcuni dei prodotti utilizzabili
I livelli di disinfezione si distinguono in alto, intermedio e basso. I disinfettanti di alto livello si presuppone che distruggano tutti i microrganismi ad eccezione di un elevato numero di spore batteriche.
I disinfettanti di livello intermedio non hanno necessariamente la capacità di uccidere le spore batteriche, sono però efficaci contro il Mycobacterium tuberculosis e i miceti.
Appartengono a questa classe: Iodofori, tintura di iodio, composti del cloro, composti fenolici.
I disinfettanti di basso livello non sono efficaci contro le spore batteriche, il Mycobacterium tubercolosis, nonché molti virus.
Appartengono a questa classe: i sali d’ammonio quaternari e i mercuriali.
Il rischio di infezione è proporzionale all’uso che si fa degli oggetti e delle attrezzature.
Gli articoli critici sono oggetti il cui uso, se contaminati, comporta un elevato rischio di contrarre infezione. Si tratta di oggetti o strumenti che vengono introdotti in zone del corpo umano normalmente sterili (es. tessuti, sangue) oppure a contatto con cute o mucose non integre.
Gli articoli semicritici sono oggetti che vengono a contatto con mucose integre ma non invadono i tessuti o il sistema vascolare.
Il rischio di infezione connesso con il loro uso, pur essendo alto, è minore rispetto agli articoli critici.
Gli articoli non critici sono oggetti che non vengono a contatto con il paziente, oppure vengono a contatto solo con la cute integra come ad esempio le superfici ambientali.

Cosa fare in caso di Incidente a rischio biologico
Se i dispositivi di protezione individuale (DPI) e l’osservanza del protocollo delle norme igieniche necessarie falliscono e il tatuatore o il piercer viene a contatto col sangue o con i liquidi biologici del cliente è necessario intervenire immediatamente direttamente sul posto.
Se c'è stata esposizione parenterale (puntura d'ago, taglio con oggetto contaminato) è necessario:
1. Fare sanguinare la ferita per qualche istante
2. Lavare la ferita per 10 minuti con acqua e sapone o con un disinfettante/antisettico
3. Disinfettare con disinfettanti a base di iodio o di cloroderivati (efficaci verso l’HIV) come ad esempio Betadine 10%, Amuchina 10%
Se c'è stata esposizione con cute non integra (screpolata, abrasa o con dermatite) è necessario:
1. Lavare con acqua corrente e, se possibile, con sapone antisettico
2. Disinfettare.
Se c'è stata esposizione con mucosa (occhi, bocca, narici)
Lavare abbondantemente con acqua corrente, poi con soluzione fisiologica sterile o acqua sterile per 5-10 minuti, alcuni consigliano 10-15 minuti.
Se c'è stata esposizione con cute integra è necessario:
1 Lavare con acqua corrente e, se disponibile, con sapone antisettico
2 Disinfettare.
Avviare uno studioIn caso di esposizione parenterale o mucosa o di cute non integra:
· Dopo aver pulito e disinfettato la lesione, recarsi immediatamente al pronto soccorso ospedaliero.
· Al Pronto Soccorso il medico infettivologo potrebbe richiedere alla persona, fonte del sangue o del liquido corporeo, con cui il tatuatore o il piercer è venuto a contatto, il consenso a sottoporsi al test per Hiv e per i virus dell’epatite B e C.
· Al Pronto Soccorso verrà eseguito all’infortunato un prelievo di sangue per la ricerca dei markers Hbv, Hcv, Hiv.
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